Il progetto per la Taxiway L dell'aeroporto Northeast Philadelphia (PNE) ha ottenuto il premio Envision…

Il protocollo Envision: sviluppo e novità del 2025
Il 2025 è stato un anno fondamentale per il Protocollo Envision, sistema di rating sviluppato dall’Institute for Sustainable Infrastructure (ISI) con sede a Washington e promosso in Italia e in Europa da ICMQ.
La sua evoluzione è confermata sia dal punto di vista della crescita dei progetti registrati e certificati e degli ENV SP qualificati, ma soprattutto perché la sua diffusione e implementazione su scala internazionale si è enormemente ampliata. Non soltanto il Nord America (Stati Uniti e Canada) e l’Europa (con l’Italia come apripista), ma anche l’America Latina, la Cina e il mondo arabo. Basti vedere la diffusione degli ENV SP in tutto il mondo che, a oggi hanno superato le 10.600 qualifiche (rif. fonte ISI “By-the-Numbers-2025-Q3-1”).
La crescita del Protocollo Envision nel 2025
A livello internazionale Envision ha visto, nel 2025, circa 60 progetti registrati e più di 35 Award (pubblicati ufficialmente sul sito di ISI), per un totale di 455 progetti registrati, in corso e/o verificati e un valore cumulativo di 307 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti mantengono il primato della distribuzione geografica dei progetti Envision con una percentuale di circa il 75%, mentre il Canada e l’Europa (l’Italia in primis) mantengono un buon 10%. Il resto del mondo tra cui America Latina, Emirati e Cina si attesta intorno a un 5% (rif. Fig. 1). Relativamente alle tipologie di infrastrutture il settore dei trasporti è quello maggiormente rappresentato, con una percentuale che raggiunge quasi il 50%, seguito da quello idrico al 31%; mentre il restante 20% è coperto da settori quali quello ambientale, energetico e dei rifiuti (Rif. fig. 2)

Envision in Italia
E in Italia? Il nostro territorio nazionale è il terzo più proficuo a livello di certificazioni, dopo Stati Uniti e Canada. A oggi in Italia sono 40 i progetti che hanno affrontato il processo di certificazione Envision, di questi il 65% ha completato il percorso di certificazione (sia Path A che Path B), il 4% rappresenta progetti ancora registrati, mentre il restante 15% è composto da progetti per i quali il processo è ancora in corso (ad esempio I e II Review). (Rif. Fig. 3)
La distribuzione geografica vede una maggiore concentrazione di progetti nel Nord Italia (50% tra cui regioni come la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Veneto), seguito dal Sud e dalle Isole (30% in regioni come la Campania e la Puglia) e un 18 % nel Centro (con il Lazio, la Toscana e l’Umbria in testa). (Rif. Fig. 4)
Il livello di certificazione maggiormente raggiunto dai progetti certificati è il Gold, seguito dal Silver e dal Platinum. Nessun progetto ha mai raggiunto il Verified.
Tra le tipologie di progetti infrastrutturali sia certificati che in corso più dell’80% sono legati al settore trasportistico, di cui più del 75% rientra nel settore ferroviario (sia linee che stazioni) e il restante 25% nel settore autostradale e stradale. Della restante percentuale la maggior parte è legata a infrastrutture energetiche di trasporto e generazione di energia. (Rif. Fig. 5)


Il 2025 in Italia ha visto sia la registrazione di 9 nuovi progetti, sia la conclusione del processo per 6 opere infrastrutturali che avevano avviato l’iter nel 2022 e nel 2024. Delle 9 registrazioni del 2025, 3 progetti hanno poi anche completato tutto il processo di review ottenendo la certificazione nel corso dell’anno. (Rif. Fig. 6)
Il 2025 è stato un anno importante anche per la raccolta dati, sia a livello internazionale, sia per l’Italia, per verificare, nell’ottica della valutazione internazionale che ISI sta effettuando sull’applicazione della versione 3 di Envision, come i progetti italiani, che hanno utilizzato il Protocollo, hanno perseguito i diversi crediti in funzione del contesto ambientale, sociale, economico e normativo presente.
Analizzando i 24 progetti v3 a oggi certificati, dei 64 crediti del protocollo quelli maggiormente perseguiti sono legati in particolare alle categorie Quality of Life (che include aspetti legati al benessere, alla comunità e all’importanza della mobilità sostenibile), Leadership (che premia collaborazione con gli stakeholder e affronta aspetti di pianificazione e di impatto economico sul contesto) e Natural World; mentre la categoria Climate and Resilience è quella con le percentuali più basse di perseguimento dei crediti.
Tra i crediti non perseguiti spiccano gli Innovation in particolare delle categorie Resource Allocation e Natural World, oltre a crediti specifici come Reduce Net Embodied Carbon e Reduce Greenhouse Gas Emissions, oppure crediti della Leadership come Pursue Byproduct Synergies, Plan For End of Life e Conduct a Life-Cycle Economic Evaluation, come mostra il grafico sotto riportato.
Tra i crediti non ottenuti, invece, Advance Equity & Social Justice, Plan For End of Life e Establish Resilience Goals and Strategies sono i principali che alla fine della certificazione non hanno ottenuto un livello di achievement, seguiti da altri come in particolare Commission & Monitor Energy System, Manage Stormwater e Maximize Resilience.

Envision nel futuro
Guardando ai progetti certificati, i dati ci mostrano come il Protocollo Envision sia altamente applicabile e utilizzato al contesto italiano, ricco di peculiarità e specificità, e come sta crescendo il numero di committenti e progetti che lo applicano.
Il 2025 è stato quindi sia un anno di affermazione dell’importanza di Envision come strumento di progettazione e valutazione della sostenibilità delle infrastrutture, sia di novità, perché si è aperta la strada verso una sua sempre maggior integrazione con il contesto internazionale. ISI ha, infatti, intrapreso il processo di revisione del Protocollo verso una nuova versione, Envision V4, che verrà pubblicata nel 2028.
