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Marina Plan Plus

L’obiettivo generale del progetto MARINAPLAN PLUS  è quello di applicare e dimostrare su scala industriale una tecnologia innovativa e affidabile per la gestione marina e costiera in grado di garantire la navigabilità e l’accesso ai porti durante tutto l’anno, consentendo così allo stesso tempo una fiorente economia marittima e la sostenibilità ambientale. La tecnologia mira ad evitare o minimizzare le consuete attività di dragaggio manutentivo in prossimità dell’ingresso dei porti attraverso l’installazione di dispositivi sommersi e statici, detti “eiettori” che, alimentati da acqua in pressione, aspirano una miscela di acqua e sedimenti e la convogliano attraverso un tubo in una zona dove non costituisce ostacolo alla navigazione. Il progetto è stato cofinanziato da EASME attraverso la linea di finanziamento LIFE+, che finanzia progetti di sostenibilità e orientati all’ambiente. Come team, siamo sicuri di aver concentrato i nostri sforzi di progettazione sulla sostenibilità e ci fidiamo della tecnologia coinvolta come strumento innovativo e sostenibile per la gestione dei sedimenti e la conservazione dell’habitat marino.

Coerentemente con la Direttiva quadro sulla strategia marina, MARINAPLAN PLUS mira a sviluppare un piano di gestione economicamente sostenibile ed ecologico per la manutenzione dei fondali marini che minimizzi o non includa più il dragaggio come tecnologia principale per la rimozione dei sedimenti, poiché il dragaggio produce pressioni e impatti rilevanti sull’ambiente marino. I risultati attesi sono:

  1. Progettazione di un impianto su scala industriale per la manutenzione dei fondali: progetto esecutivo di un impianto di manutenzione dei fondali sviluppato in forma modulare, favorendo così la replicabilità ad alta tecnologia.
  2. Realizzazione di un impianto dimostrativo su scala industriale per la manutenzione dei fondali marini nel porto di Cervia (Italia).
  3. Valutazione economica di impianti su scala industriale per la manutenzione dei fondali: verrà effettuata un’analisi costi-benefici, attraverso il monitoraggio dei consumi di energia elettrica. L’obiettivo del progetto è ridurre i costi annuali di manutenzione dei fondali marini di circa il 55%, grazie alla minimizzazione o al non utilizzo delle attrezzature di dragaggio.
  4. Progettazione di un piano di gestione per la manutenzione dei fondali: piano di gestione altamente replicabile e sostenibile da sviluppare sulla base delle prestazioni dell’impianto dimostrativo, contenente quindi informazioni su roadmap autorizzativa, costi di gestione, costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, impatti ambientali.
  5. Minimizzazione o non più utilizzo di attrezzature di dragaggio per la manutenzione dei fondali marini, con rilevanti benefici in termini di impatto ambientale ed economico. L’impianto dimostrativo sarà monitorato per verificare l’impatto della pianta sulla flora e fauna marina (valutazione dell’integrità del fondale marino), comprese le misurazioni del rumore sottomarino. Anche le emissioni di CO2 saranno stimate sulla base del consumo di energia elettrica: è stata stimata una riduzione di circa 3,5 ton / anno.
  6. Accesso delle imbarcazioni al porto garantito tutto l’anno: l’obiettivo è di mantenere la profondità del fondale in ingresso al porto al livello appropriato di 2,50 / 3,00 attraverso impianti su scala industriale per la manutenzione dei fondali.
  7. Promozione di uno sviluppo più sostenibile delle attività economiche nell’ambiente marino, porti in particolare.

Le bocche di porto situate nelle zone costiere hanno una caratteristica comune: la necessità di evitare l’accumulo di sedimento in prossimità dell’imbocco. La sedimentazione avviene naturalmente, ma a causa di tale processo l’ingresso del porto diventa inutilizzabile per scopi commerciali e di navigazione e, nei casi peggiori, la mancata gestione di tale evento si traduce nella chiusura completa del porto stesso. Inoltre, il deposito di sedimenti causa frequentemente l’erosione della spiaggia posta a valle dell’infrastruttura con riferimento alla corrente principale presente. Inoltre, il deposito di materiali all’ingresso del porto può aumentare i rischi di inondazione nel caso in cui il porto canale corrisponda alla foce di un fiume. Poiché la deposizione di sedimento è una problematica comune dei porti, la gestione del porto comprende sempre operazioni di rimozione dei sedimenti mediante dragaggio o la realizzazione di infrastrutture marine, come moli o banchine prolungate verso il mare, per stabilizzare il movimento dei sedimenti in corrispondenza dell’ingresso e per migliorare la navigazione. Mentre tali interventi possono generare risultati positivi nei confronti della navigabilità nel breve termine, l’applicazione delle tecnologie industriali esistenti non permette la risoluzione di tale problematica sul medio-lungo periodo. L’utilizzo di attrezzature di dragaggio è la soluzione comunemente adottata, poiché garantisce buoni risultati per quanto riguarda il ripristino della navigabilità. Nell’UE ogni anno vengono dragati nell’ambiente marino circa 200-250 milioni di tonnellate (peso a secco) di materiale. D’altro canto, il dragaggio comporta rilevanti inconvenienti, quali elevato impatto ambientale sulla flora e fauna marina, dovuto alla mobilità di contaminanti e inquinanti già presenti sui fondali marini, ostacolo alla normale navigazione dato dalla presenze dei mezzi navali, costi elevati. Inoltre, il deposito di materiale dragato sul fondale può ridurre in modo significativo la qualità degli habitat marini, diminuendo la quantità di cibo disponibile per pesci e altri animali più in alto nella catena alimentare. Il progetto quindi nasce dalla convinzione che devono essere trovate soluzioni innovative per garantire una manutenzione sostenibile dei fondali marini delle bocche dei porti, garantendo sia la navigabilità che una gestione rispettosa dell’ambiente.

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